Lettura scenica dall’omonimo romanzo di Sorj Chalandon
di e con Massimo Somaglino
con accompagnamento musicale di Mirko Cisilino
Tyrone Meehan, ex combattente dell’IRA, si ritira ormai ottantunenne nella sua casa d’infanzia nel Donegal, in attesa dei suoi assassini. È il 2006, l’IRA ha deposto le armi e lui ha ammesso pubblicamente di essere stato un informatore britannico per venticinque anni. Ispirandosi alla vera vicenda dell’amico e leader dell’IRA Denis Donaldson, conosciuto mentre era corrispondente da Belfast per “Libération”, Sorj Chalandon ripercorre la storia di un uomo che per lui è stato un eroe della causa indipendentista irlandese e che ha invece tradito ciò in cui credeva. Un romanzo in cui oltre al dramma personale prende corpo quello di un Paese intero, che ha conosciuto anni di lotta, violenza e terrore, ma anche di speranze e di bellezza, e una riflessione profonda sull’animo umano e sulla linea sottile tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra sogni e disillusione.
Massimo Somaglino
Attore, autore e regista teatrale. Nella compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano dal 1996. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti saluti. Nel suo percorso autoriale ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento, Indemoniate, Achtung banditi!. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di Pasolini, nella pièce dal titolo Nini e Cecilia. È attualmente in scena con lo spettacolo Salām/Shalom. Due padri, coprodotto da Vicino/lontano e CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG.
È stato direttore artistico del Teatro Club Udine dal 2018 al 2020. Ora è direttore artistico del Teatri Stabil Furlan e del Festival Lenghis.
Mirko Cisilino
Comincia lo studio della tromba a undici anni e si appassiona anche alla composizione e all’arrangiamento. Dopo vari tentativi nei Conservatori di Udine, Klagenfurt e Amsterdam, intraprende il proprio percorso di studi con un’attenzione all’improvvisazione e alla ricerca armonica nei più disparati generi musicali, collaborando anche con il teatro, la danza contemporanea e con molti altri artisti. Suona più strumenti (tromba, trombone, corno francese, tuba) e da anni collabora con la Zerorchestra, la North East Ska Jazz Orchestra e, in qualità di direttore e arrangiatore, con l’Abbey Town Jazz Orchestra.
Opera di riferimento:
S. Chalandon, Chiederò perdono ai sogni, Guanda
«Nessuno prima di Sorj Chalandon era riuscito a costruire un affresco così dettagliato e verosimile del dramma irlandese, e al tempo stesso a raccontare con grande lirismo e sensibilità la psiche del “suo” traditore, solcando i temi della debolezza umana, del perdono e della pietà.»
Avvenire
venerdì 27 Febbraio, 20:45
Auditorium Comunale, Casa della Cultura
RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) - Piazzetta dell'Emigrante
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