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DEDICA A MONI OVADIA

5.00

a cura di Claudio Cattaruzza
Pordenone, Thesis, 1998, pag. 124

Esaurito

COD: 1998 Categoria:

Descrizione

ESAURITE LE COPIE IN VENDITA SU QUESTO SITO, LA MONOGRAFIA PUO’ ESSERE CONSULTATA O PRESA IN PRESTITO PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA DI PORDENONE.

 

«Ogni grande tragedia deve essere elaborata nel tempo dell’interiorità affinché non diventi vana.»

Moni Ovadia

 

“Dedica a Moni Ovadia” – oltre che essere una corposa monografia alla quale hanno contribuito numerose personalità – ha segnato il punto di svolta del festival: dall’attenzione a una compagnia o personalità teatrali a una puntuale e specifica attenzione all’opera di una personalità dall’attività multiforme, da conoscere e approfondire attraverso una serie di eventi multidisciplinari: teatro certamente, ma anche musica, mostre, incontri, letture, cinema.
La monografia, curata come il festival da Claudio Cattaruzza – si apre con la lunga intervista di Sandra Petrignani “Moni Ovadia: il suono dell’anima”, attraverso la quale la scrittrice approfondisce diversi aspetti della personalità e dell’opera del “dedicatario”: la “formazione di una coscienza”, il “suono e la musica”, il “teatro”, la “politica”, la “spiritualità”.
Quindi le “dediche” di vari personaggi: il regista Roberto Andò pone l’accento su “L’invenzione della memoria”; la scrittrice e traduttrice Elena Loewenthal parla dell’“Umorismo kasher”; per lo scrittore Claudio Magris, Ovadia è “Uno shlemihl vittorioso”; mentre i poeti Giovanni Raboni e Patrizia Valduga parlano rispettivamente di “Riflessi di un poeta yiddish” e de “Il maestro del rito”; infine l’architetto Luca Zevi parla di “Una disperazione creativa”.
Concludono il volume la biografia e le opere di Moni Ovadia: opere che ritroviamo in una nutrita teatrografia, nella cinematografia, in pubblicazioni e nella discografia.