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TRACCE DI UN’ASSENZA

5.00

a cura di D. De Marco, C. Magris
Pordenone, Thesis, 1999, pag.64

Esaurito

COD: 1999A Categoria:

Descrizione

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«Una sera d’ottobre (…) siamo andati a Salvore ed entrati nella vecchia casa, facendoci luce con una una lampadina tascabile. In quella casa avvolta nel buio e nel rumore di vento e di mare, abbiamo aperto un vecchio baule chiuso da decenni, che aveva attraversato insieme ad Enrico due volte l’oceano, da Trieste in Argentina e tredici anni dopo dall’Argentina a Trieste, un vecchio baule che assomigliava a quello di Billy Bones dell’Isola del Tesoro.»

 

Storia di una vita che si dipana nel niente e nell’anonimato, fin quasi a far perdere le sue tracce. Echi di terre lontane, dagli spazi sconfinati e circondate dal vasto oceano, viaggi, attraversamento di confini sino al ritorno alla propria terra, situata anch’essa all’incrocio di culture diverse. E poi, ancora una volta, la presenza del mare, quello familiare, ben noto, più piccolo rispetto al grande oceano straniero che è «un altro mare».
E’ questo il contesto che caratterizza la vicenda umana di Enrico Mreule, giovane letterato goriziano, grecista, amico di Carlo Michelstaedter e Nino Paternolli, personalità sensibile ed inquieta che abbandona tutto sino a sospingersi sempre più verso il niente, fino alla naturale dissoluzione, allo smarrimento di sé e della memoria stessa. In tracce di un’assenza, Claudio Magris e Danilo De Marco tentano di ricostruirne la storia partendo dal cimitero di Salvore in Istria. Seguendo un itinerario degli affetti che li porterà da Trieste a Gorizia, alla casa di Enrico, raccolgono significative testimonianze di una vita spesa nel silenzio, nell’oblio e nell’assenza.