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Progetto di cittadinanza attiva per la scuola secondaria di secondo grado a cura di Emanuela Furlan. Anno scolastico 2025-26.
Il progetto Uguali/Diversi è costruito attorno a due capisaldi normativi e civili, l’art. 3 della Costituzione Italiana e l’Agenda Onu 2030, ovvero attorno al diritto all’uguaglianza sostanziale, a non essere discriminati, alle pari opportunità, alla responsabilità anche individuale come cittadini per tutelare la società e il benessere delle persone che lo abitano.
È un progetto articolato in diversi percorsi ognuno dei quali affronta degli aspetti specifici rispetto al tema generale, aspetti vicini all’esperienza dei ragazzi. Gli argomenti vengono trattati attraverso attività di laboratorio, teatro, performance, suggerimenti di lettura, ecc. in un mix che ha come obiettivo il coinvolgimento diretto e partecipe degli studenti.
I percorsi – utili anche a far crescere la classe sotto l’aspetto della prevenzione e del benessere del singolo e del gruppo – sono validi ed efficaci per la materia di educazione civica, di supporto ad altre quali storia, lettere, ecc. e come progetto di orientamento. Focus del progetto sono il linguaggio (necessario per capire, esprimersi ed entrare in relazione, dirimere conflitti, individuare le manipolazioni), le discriminazioni, la violenza di genere e, trasversalmente, il valore della diversità e della parità.
1 – LE PAROLE E LA MANIPOLAZIONE
È il primo dei due percorsi sulla retorica, una disciplina “made in Italy” le cui origini risalgono al V secolo a.C.. A differenza del public speaking che è l’arte di parlare in pubblico, la retorica è l’arte di persuadere con le parole. Quale segreto nasconde la retorica dei dittatori? Quali sono gli ingredienti con cui sono riusciti a infiammare le folle? Come possiamo riconoscerli?
La retorica può contribuire a rendere consapevoli tutti sulle eventuali manipolazioni, chi sarà chiamato a decidere e dirigere e tutti i cittadini come tali.
2 – L’ARTE DI DIRE E DI ASCOLTARE
Le parole aiutano a capire chi siamo e ciò che ci circonda, a tradurre in pensiero e poi a poter esprimere ciò che sentiamo. Conoscere i meccanismi della retorica (oratori si diventa non si nasce) permette di imparare a dire e ad ascoltare, ad entrare in relazione con gli altri, ad essere efficaci nelle esposizioni a scuola o nel lavoro. Significa anche sviluppare il pensiero critico e fare esercizio di cittadinanza e democrazia.
3 – EQUILIBRI
Il Segretario Generale dell’ONU ha dichiarato che “la salute mentale è un diritto umano universale. (…) Dobbiamo affrontare le cause profonde – povertà, disuguaglianza, violenza, discriminazione – e creare società più compassionevoli e resilienti”.
In Italia i suicidi sono la seconda causa di morte tra i giovani dai 10 ai 25 anni, fenomeno che si accompagna a una crescita allarmante dell’autolesionismo, della depressione e dei problemi d’ansia negli adolescenti.
Godere di una buona salute mentale non si esaurisce nella mera assenza di patologia o di disagio ma significa raggiungere uno stato di equilibrio interiore che consente di utilizzare, in caso di necessità, tutte le risorse fisiche, cognitive, emotive, sociali, di cui si dispone, per affrontare efficacemente le diverse sfide quotidiane. Parlare di questo argomento delicato può contribuire a il rompere il tabù che circonda il fenomeno, far sentire meno solo chi soffre e sviluppare una maggiore consapevolezza nell’affrontare queste difficoltà personali o di chi ti sta vicino.
4 – TEEN DATING VIOLENCE
Ben tre giovani su dieci hanno dichiarato di aver assistito a un episodio di violenza di genere. Il 46% a violenza psicologica, il 24% a violenza fisica, il 20% a violenza in rete, il 10% a episodi di violenza sessuale (sondaggio 2022 – Terre des Hommes e Scuolazoo su più di 10.000 ragazzi tra i 15 e 19 anni). Lo stesso sondaggio rileva che il contesto in cui si è assistito alla violenza, con il 44% delle risposte (primo posto) c’è la scuola, luogo che dovrebbe essere deputato alla crescita e alla sicurezza personale. In seconda battuta seguono i social (28%): al terzo posto ci sono la famiglia o la coppia (22%) e infine lo sport (6%).
Il tema della violenza di genere è oggi più presente nella discussione anche e soprattutto dopo alcuni casi di cronaca che hanno particolarmente colpito tutti. Parlare però di questo fenomeno non significa ancora comprenderlo e combatterlo. Per fare ciò risulta necessario esplorare la matrice culturale in cui tutti siamo immersi, che portiamo dentro e agiamo, più o meno consapevolmente. A partire dai più giovani e dalla forma di violenza che contraddistingue gli adolescenti: la Teen Dating Violence.
5 – SPORT: DIRITTI E PREGIUDIZI (esclusivo per Cividale del Friuli)
Lo sport da sempre racconta di noi e della società, a tutti gli effetti specchio della stessa. Attraverso la vicenda realmente accaduta della costruzione della prima squadra di calcio femminile durante il fascismo si affronta il tema della discriminazione di genere e, attraverso la testimonianza di importanti carriere sportive, di altre discriminazioni sui campi di gioco. Con testimonianze dirette si parla dell’importanza della responsabilità individuale, di battaglie per le idee e contro i pregiudizi che travalicano i limiti (propri o esterni all’individuo) e mirano a diritti fondamentali da tutelare.
8-9 gennaio 2026
Evento interattivo
con Flavia Trupia e Enrico Roccaforte
Ideazione e regia di Enrico Roccaforte
(durata: 90 minuti circa)
Flavia Trupia (scrittrice, divulgatrice e docente di retorica, scrittura, comunicazione, social media) approfondisce il tema della retorica e la sua doppia natura: può far volare le idee e cambiare il mondo oppure può manipolare, imbrogliare e portare a compiere azioni sbagliate. Prendendo spunto dai discorsi di Hitler, Mussolini, Stalin, Khomeini, Mao Zedong, Pinochet, Al Baghdadi, Kim Jong-un fino ad arrivare alla dichiarazione di guerra di Putin, Flavia Trupia ed Enrico Roccaforte faranno emergere le strategie retoriche e le fallacie utilizzate dai despoti per conquistare il consenso.
Al termine, gli studenti saranno coinvolti nella stesura del discorso del perfetto dittatore di uno stato immaginario, mettendo in pratica le strategie comunicative apprese. L’obiettivo è somministrare il “reto-vaccino”: il vaccino della conoscenza della retorica, che permette di non farsi abbindolare dall’arte del dire, un formidabile strumento di persuasione. Nel bene e nel male.
Libro suggerito:
Della gentilezza e del coraggio, Gianrico Carofiglio, Feltrinelli
Viva la retorica sempre! Il superpotere della parola, Flavia Trupia, Piemme
9 - 10 - 11 dicembre 2025
Racconto partecipato
di Flavia Trupia, scrittrice, divulgatrice e docente di retorica, scrittura, comunicazione, social media
(durata: 55 minuti circa)
Dalla raffica degli hashtag ai duelli a colpi di post e al dissing tra rapper: “vivere l’oggi senza conoscere la retorica è come andare nudi al Polo Nord” sostiene Flavia Trupia.
La retorica serve per dare gambe e respiro ai propri discorsi, alle proprie idee, e serve per vaccinarsi dalla manipolazione e dalle parole di odio.
Ma serve il coraggio, il coraggio di prendere la scena, pronunciare un discorso e affrontare un pubblico (piccolo o grande); il coraggio di vincere le paure (che tutti hanno, anche i grandi); di dire quello che realmente si pensa nel modo più efficace.
Un racconto divertente, ironico e ricco di informazioni per avvicinarsi al mondo della retorica con uno sguardo diverso.
gennaio-febbraio 2026
Laboratorio in classe (2 ore)
Laboratorio che allena all’uso della parola per imparare a lavorare sulle relazioni, gestire il disaccordo, facilitare il confronto costruttivo: un avvicinamento competente alla dimensione delle relazioni umane, alla collaborazione di gruppo, alla prevenzione dei conflitti; un lavoro di potenziamento delle competenze trasversali utile anche in ambito scolastico, familiare, interpersonale per l’approccio e la gestione dei conflitti.
Attraverso attività e giochi di ruolo specificatamente pensate per gli adolescenti, il laboratorio avvicina al valore della cultura della mediazione attraverso la conoscenza e l’uso delle tecniche di comunicazione efficace, l’ascolto attivo, la partecipazione. Un esercizio che rafforza anche l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.
Il laboratorio è proposto da UNAM – Unione Nazionale Avvocati per la mediazione di Pordenone.
Libro suggerito:
Viva la retorica sempre! Il superpotere della parola, Flavia Trupia, Piemme
12-13 gennaio 2026
drammaturgia di Duncan Mcmillan e Jonny Dohahoe
con Pietro Mazzoldi, regia di Angelo Facchetti
Spettacolo e debriefing interattivo post spettacolo
(durata complessiva 110 minuti circa)
Quali sono le cose per cui vale la pena vivere? Se lo chiede il giovane protagonista di questo spettacolo per uscire da una drammatica situazione familiare che lo vede coinvolto fin da quando è solo un bambino. Una condizione difficile di fronte alla quale sceglie di reagire.
Every Brilliant Thing è un’opera teatrale che esplora il tema della depressione attraverso un approccio inedito, intimo e coinvolgente. Il testo è un personale inno ai momenti speciali, agli incontri significativi e alle riflessioni profonde sulla vita che ciascuno matura dentro di sé. Il tutto è valorizzato dalla freschezza della scrittura di Macmillan, capace di utilizzare in maniera magistrale ironia e paradosso. Nello studio per la messinscena e adattamento per la fruizione da parte di ragazzi/e, la compagnia si è avvalsa di una équipe di psicologici e ogni rappresentazione viene accompagnata da un momento di debriefing interattivo, che offre agli adolescenti uno spazio tutelato e protetto nel quale condividere le proprie impressioni ed emozioni, valorizzando i punti di forza e le risorse che ciascuno riesce a mettere in campo di fronte ai momenti di difficoltà.
“Non è solo una storia da osservare, è un percorso comune, fatto di esperienze e fragilità che molti riconoscono, spesso in silenzio. (…) La rappresentazione rompe i confini del teatro tradizionale, trasformando il palco in uno spazio vivo di contatto diretto tra attori e pubblico. Niente palco, niente luci soffuse: solo un attore al centro e un pubblico giovane attorno.”
Christian Predolini, Giornale di Brescia, 12 febbraio 2025
Libro suggerito:
Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven, DeA
26-27 novembre 2025
Spettacolo teatrale
di Manuel Buttus
con Manuel Buttus, Nicoletta Oscuro, Matteo Sgobino
ricerca musicale e arrangiamenti Matteo Sgobino e Nicoletta Oscuro
(durata 70 minuti circa)
La violenza maschile nei confronti delle donne non è un fatto privato ma è un fenomeno strutturale e trasversale della società che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi. Femminicidio è un neologismo utilizzato per descrivere l’assassinio di una donna per il carico specifico che si propone di significare: la donna viene uccisa perché donna, praticando un esercizio di potere.
Lo spettacolo è un racconto in parole, musica e canto che veicola storie, valori, atmosfere, sospensioni e affondi con una modalità artistica efficace a livello di comunicazione e di liberazione del flusso emotivo. Gli interpreti in scena faranno vibrare le corde dell’arte per riuscire a trovare il canto giusto e l’esatto accordo rispetto ad un tema grave come quello della violenza di genere che ci riguarda tutti.
gennaio-febbraio 2026
Laboratorio in classe (2 ore)
Partendo dalle percezioni dei ragazzi e ragazze sulla violenza nelle relazioni, il laboratorio si snoda in una serie di attività di interazione con gli studenti: condividere le azioni che si configurano come Teen dating violence, il peso dei pregiudizi e degli stereotipi che possono trasformarsi in discriminazione e violenza; la responsabilità nella costruzione di relazioni interpersonali di rispetto e la conoscenza delle proprie emozioni per iniziare a gestirle.
Il laboratorio è stato progettato specificatamente per gli adolescenti assieme a tre importanti presìdi del territorio contro la violenza di genere:
Voce Donna – Centro Antiviolenza, fornisce aiuto e supporto alle donne maltrattate
L’istrice – lavora con gli uomini autori di violenza
In prima persona – punto di ascolto per uomini maltrattanti
Libro suggerito:
Stai zitta di Michela Murgia, Einaudi
15-16 gennaio 2026
Le calciatrici che sfidarono il Duce
Spettacolo teatrale
tratto dal romanzo di Federica Seneghini e Marco Giani
con Rita Pelusio, Rossana Mola, Federica Fabiani
regia di Laura Curino
1932, decimo anno dell’era fascista. Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea, una sfida: giocare a calcio. Fondarono il GFC (Gruppo Femminile Calcistico), la prima squadra di calcio femminile italiana che, nonostante i numerosi limiti imposti dagli organi federali, riuscì caparbiamente a resistere per quasi un anno, fino alla vigilia della loro prima partita ufficiale quando il regime le costrinse a smettere di giocare. La loro fu una sfida al loro tempo, al regime, alla mentalità dominante che vedeva nel calcio lo sport emblema della virilità fascista.
Un trio di attrici, con ironia e leggerezza, mescolando comicità e narrazione, ci racconta di battaglie, di stereotipi, di impegno, di responsabilità individuale per i diritti e per cambiare ciò che si ritiene ingiusto, stimolando una riflessione su vecchi e nuovi pregiudizi di genere (e non solo) e sulla necessità tutti i giorni di essere cittadini impegnati in prima persona. Sullo sfondo, il racconto efficace di quel periodo storico attraverso lo sguardo di tre ragazze.
gennaio o febbraio 2026 (da definire)
Incontro – testimonianza (facoltativo)
in collaborazione con CONI Friuli Venezia Giulia
Un incontro con le testimonianze di importanti atleti e atlete dello sport italiano, anche olimpionici, per parlare di sport come mezzo di trasmissione di valori, di diritti, di eguaglianza e di lotta, in particolare contro il razzismo. La pratica sportiva come antidoto e strumento educativo di contrasto alle discriminazioni, al disagio e alla violenza e campo di sperimentazione e lotta per i diritti civili e per i cambiamenti sociali.
Libro suggerito:
Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Gazzaniga, Rizzoli